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Intervista al Sindaco di San Vincenzo, Michele Biagi
D. Lei ha ereditato dall'Amministrazione precedente il Progetto del nuovo Porto di San Vincenzo che si sta attuando in PF. E' convinto della scelta? E quali le ragioni principali?
R. Nella precedente amministrazione sono stato capogruppo della maggioranza e assessore, dunque ho partecipato a questa scelta e ne sono ancora oggi convinto. La ragione principale è la volontà di guardare al futuro produttivo ed economico di San Vincenzo, un futuro che per essere positivo deve sapere valorizzare risorse diverse dal passato e diversificare l'offerta del modello turistico sul quale si fonda la nostra ricchezza. Oltre a questo con quest'opera cogliamo anche l'importante obiettivo di una riqualificazione urbana del paese senza precedenti, e grazie al modo in cui la realizziamo un introito economico per il Comune di 440 mila euro l'anno per 30 anni derivato dal canone che il gestore ci verserà. Soldi che il comune potrà spendere a beneficio di tutta la collettività.
D. Se dovesse descrivere in poche battute la filosofia del Progetto che avete da poco iniziato ad attuare?
R. E' un progetto di sviluppo, riqualificazione e rilancio della nostra città. Ma la sua filosofia è anche quella di essere concepito come una parte della più ampia strategia di valorizzazione della nautica e del mare che la Regione Toscana promuove. E' un progetto che vuole fare sistema con le altre realizzazioni di approdi in corso e in progettazione sull'intera Costa Toscana.
D. L'amministrazione Comunale ha deciso di avviare l'opera secondo le regole del PPP in art. 19. Tutta l'amministrazione sia attuale che quella precedente era d'accordo?
R. Sulla decisione di ampliare il porto turistico gli unici in maggioranza a non essere d'accordo erano gli allora esponenti del partito popolare locale, una posizione che in parte è stata superata oggi.
D. Quali erano le motivazioni di quelli che non erano e ancora non sono d'accordo?
R. Il fronte dei contrari si divideva e si divide ancora oggi in due categorie: i contrari ideologici, diciamo così, quelli cioè che non ritengono che questo porto vada ampliato, ma vada lasciato così come è, e i contrari pragmatici, quelli cioè che non hanno condiviso la scelta che fosse il privato a realizzare e gestire l'opera e non il Comune direttamente. Tra le fila di questi ultimi c'erano anche esponenti della maggioranza che hanno vissuta la scelta fatta come una specie di privatizzazione di un bene pubblico, anche se con la soluzione del PPP il porto rimane di proprietà del Comune, il privato ha solo una concessione per costruirlo e gestirlo. La situazione è sempre stata complessa, tanto che in un primo tempo anche l'allora Sindaco pensava che sarebbe stato possibile formare una società di gestione del porto pubblico-privata a maggioranza pubblica, ma poi fu scelta la soluzione attuale.
D. Qualcuno degli oppositori ha cambiato idea oggi?
R. Non direi. Anzi, l'inizio dei lavori ha polarizzato lo scontro e spinto a gesti estremi, come quello degli esposti alla Procura della Repubblica, gli oppositori più accaniti che ancora oggi perseguono l'obiettivo di bloccare i lavori e non far proseguire l'opera. Credo che per far cambiare idea ai contrari, bisognerà vedere realizzata l'opera.
D. Indubbiamente avviare un PPP è molto difficoltoso, soprattutto sul piano culturale. Come giudica l'atteggiamento prima e l'operato poi, dei suoi collaboratori in municipio?
R. E' vero che culturalmente è difficile far passare come un vantaggio o una buona pratica di governo il fatto che un'opera pubblica possa essere realizzata dai privati e soprattutto credo che l'idea più difficile da far accettare è che i privati possano avere un guadagno da un'opera pubblica. Ma per i miei collaboratori questo non è stato affatto un problema. Fortunatamente i miei tecnici hanno un grande senso pratico e la volontà di lavorare nell'interesse della collettività. In loro ho sempre trovato un valido supporto professionale, che ci ha consentito anche di superare momenti difficili come quello del ricorso al consiglio di Stato.
D. E quello degli operatori privati?
R. I privati guardano con interesse a quest'opera, perché sperano che porti benessere alla città. Il problema non è mai stato il fatto che sia un'azienda privata a realizzare l'ampliamento del porto. Casomai gli operatori turistici e commerciali in particolare nutrono qualche comprensibile preoccupazione sulla fase dei lavori e sugli inevitabili disagi che ne deriveranno, ma anche su questo il loro atteggiamento è sempre stato costruttivo.
D. Quali i momenti più difficili?
R. Sicuramente l'attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da una delle ditte per chiedere l'annullamento della gara. L'attesa è durata un anno e mezzo, ma alla fine il Consiglio di Stato ci ha dato ragione. Un momento difficile è anche quello attuale, perché la realizzazione dell'opera è accompagnata da una campagna di stampa e da uno scontro politico piuttosto aspri.
D. Qualche aiuto da organismi nazionali, regionali o provinciali che normalmente si occupano di PPP?
R. La soluzione del PPP fu sugge
D. Che rapporto tra le politiche strategiche della municipalità e i temi della qualità dei servizi turistici a San Vincenzo?
R. Un rapporto strettissimo e indispensabile. E' perfino banale dirlo, ma investire sulla qualità dei servizi in campo turistico è la linea strategica fondamentale della nostra politica per San Vincenzo. Su questo tema si gioca il futuro della nostra città.
D. Altre ipotesi di realizzare altre iniziative con lo strumento del PPP?
R. L'ipotesi più banale alla quale sto pensando è quella della realizzazione di un sistema più ampio di parcheggi pubblici. Ne abbiamo bisogno, specialmente d'estate, e lo strumento del project credo sia molto adatto a questo tipo di realizzazioni.
Intervista al Presidente della società Concessionaria Marina di San Vincenzo S.p.A. Sig. Carlo Roventini.
D. Finalmente dopo tanti anni un concessionario di natura privatistica del nuovo Porto di San Vincenzo. Mi vuol dire in sintesi quali sono stati i momenti più difficili da quando avete deciso di partecipare al bando?
R. La difficoltà maggiore si è riscontrata quando una ditta esclusa dalla Commissione Esaminatrice del Bando ha fatto ricorso al TAR della Toscana verso il provvedimento comunale di aggiudicazione alla nostra società della concessione di progettazione, costruzione e gestione del porto turistico di San Vincenzo. Una vicenda incredibile,iniziata il 9 marzo 2004 e tra vari ricorsi al TAR Toscana e al Consiglio di Stato è finita il 30 giugno 2005 con piena e totale soddisfazione per la nostra società.
Il risultato? Per decorrenza dei termini abbiamo perso un finanziamento del Patto Territoriale Piombino-Val di Cornia di ? 2.200.000.
Della mancanza di questo finanziamento se ne dovranno far carico i futuri utenti del nuovo porto con delle tariffe ovviamente più alte.
Questo è uno dei problemi che oggi sono oggetto di polemiche e di distinguo politici.
D. Noto che ci sono ancora delle polemiche politiche in corso relative al Porto. Non avete paura di ulteriori stop and go?
R. Le polemiche politiche, soprattutto in periodo elettorale, le consideriamo inevitabili.
Le soste e le ripartenze possono sempre avvenire per questioni tecniche relative a miglioramenti possibili, a prescrizioni che devono essere meglio interpretate. Il tutto è comunque finalizzato a migliorare l'opera da costruire e non certamente a non realizzare il progetto del porto turistico.
D. Avete sondato il sistema bancario circa un loro coinvolgimento meno tradizionale all'interno del progetto del nuovo Porto di San Vincenzo?
R. Con alcune banche, presenti nel nostro territorio con appositi sportelli, abbiamo avuto dei contatti che saranno ufficializzati nel più breve tempo possibile.
D. Prima ma anche dopo la vs partecipazione al bando di gara del Comune di San Vincenzo avete commissionato uno studio di fattibilità e quindi anche un marketing plan?
R. Lo studio di fattibilità è stato possibile eseguirlo sul progetto definitivo che l'Amministrazione Comunale ha messo a bando. Un progetto estremamente completo e preciso da somigliare molto ad un esecutivo e che, collegato a un Capitolato Programma esaustivo, ci ha permesso di fare uno studio di fattibilità e un Piano Economico e Finanziario che ad oggi consideriamo validi.
D. Dai dati in vs possesso che trend si prevede per la dinamica della nautica da diporto per questa parte delle Toscana?
R. La nautica da diporto è un settore in evoluzione. Sono gia presenti dei cambiamenti sostanziali soprattutto per quanto riguarda l'acquisto di nuove imbarcazioni.
Oggi l'orientamento degli acquirenti si riversa molto di più che nel passato sulla media e grande dimensione; sopra gli
Inoltre la dislocazione del porto di San Vincenzo (proprio all'interno del paese) può godere di una serie di servizi importanti: uno per tutti, il ristorante "Il Gambero Rosso" di Fulvio Pierangelini il migliore gourmet italiano.
Occorre non dimenticare, tra l'altro, che San Vincenzo e il suo porto si trovano al centro dell'Arcipelago Toscano: questo apre opportunità turistiche molteplici e differenziate.
D. Quali le esigenze attuali, ma soprattutto future del diportista?
R. Qualità! Qualità ! Qualità ! E' quello che stiamo cercando di offrire.
D. Immagino siate consapevoli del ruolo di rilievo che assumerete per lo sviluppo turistico, ma più complessivamente economico della cittadina di San Vincenzo. Non vi spaventa tale responsabilità?
R. No. Sono obiettivi che ci siamo posti, quindi non ci spaventano, casomai ci stimolano a correre per raggiungerli. Raggiungerli significa dare una risposta economico-sociale a San Vincenzo e una risposta economica alla nostra società. Quindi il massimo.
D. Ipotesi di inserimento della Marina di San Vincenzo all'interno di circuiti nazionali ed internazionali della nautica?
R. Stiamo predisponendo la nostra partecipazione al salone della nautica di Genova 2006. Abbiamo prenotato lo stand e stiamo organizzando le nostre proposte.
· La possibilità di affittare giornalmente, per fine - settimana o mensilmente fino a 50 posti barca di media e grande dimensione comprensivi di eventuale posto auto.
· L'opportunità di visitare in uno o più giorni l'Arcipelago Toscano, Isola d'Elba, Capraia, Gorgona, Pianosa, Giglio, Montecristo con eventualità di sosta al porto di Mola a Capoliveri (Isola d'Elba).
· La possibilità di affittare una barca con equipaggio per crociere nell'Arcipelago Toscano o in Corsica .
· Oltre ovviamente all'affitto trentennale dei posti barca.
D. Quali gli elementi competitivi di rafforzamento e sviluppo del nuovo Porto di San Vincenzo ?
R. Innanzitutto l'attuale Approdo Turistico di San Vincenzo attraverso il progetto di ampliamento otterrà lo status di " Porto ".
Inoltre la privatizzazione permetterà di acquisire un posizionamento preciso sul mercato.
In effetti l'obiettivo predominante della società è fornire un'offerta alternativa e di qualità in un punto strategico della costa toscana: tra il porto di Viareggio e quello di Punta Ala e, non a caso, su una delle zone più prossime all'Isola d'Elba.
Gli ulteriori elementi competitivi del Porto risiedono nell'offerta tecnico - qualitativa:
- l'attenzione riservata ai residenti e ai turisti con la realizzazione di aree verdi e percorsi pedonali che arrivano fino al mare, proprio sulla diga foranea;
- la costruzione di un cantiere nautico interno per permettere le manovre di varo e alaggio e per facilitare le soste a terra e le operazioni di rimessaggio;
- l'installazione di un'area di bunkeraggio e di spazi commerciali interni;
- i posti auto custoditi e sorvegliati 24h : un'ottima garanzia di sicurezza e protezione per gli utenti;
e, come ho già accennato, la posizione urbanistica del Porto Turistico: a un passo dal centro storico e da tutti i servizi.
Questi sono i fattori competitivi che risaltano nell'offerta del nostro progetto:
elementi distintivi da cui spicca la massima attenzione per i dettagli.
In definitiva è questo ciò che fa la differenza nel rapporto con il cliente.