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Il Project Finance utilizzato per la costruzione del centro benessere della Città di Suzzara in Provincia di Mantova, può essere preso a modello: sia da parte delle municipalità che dell'imprenditorialità privata.
Innanzi tutto a partire dalla denominazione. Centro Benessere che in realtà vuol dire piscine scoperte, piscina coperta, palestre, bar, ristorante, scuola materna, attività di servizio alla persona, attività commerciali e distributive, bancomat, fitness e quant'altro appunto per il benessere. E questo benessere lo si ritrova non solo quando ci si infila la tuta da ginnastica o il costume da bagno, ma soprattutto molto prima, quando dopo una giornata di lavoro ai ha intenzione di rilassarsi.
In effetti ora a Suzzara l'idea di andare in piscina o a far ginnastica non si scontra con la difficoltà pratica di andarci. Il parcheggio che non si trova, il pupo dove lo metto, una cena con amici subito dopo in un luogo piacevole, un bar aperto dove posso intrattenermi. E poi ancora ci trovo una serie di negozi dove fare anche l'ultimo acquisto serale. E se ho bisogno di fare il pieno alla macchina, mentre nuoto me la lavano pure: anche questo è benessere!
Ma non è finita! Qui non ci sono dei parallelepipedi pieni d'acqua, detti in altri luoghi anche piscine utili solo a chi il nuoto lo fa per agonismo. Tutt'altro!
Le vasche sono veri e propri laghetti, piacevoli alla vista, eleganti addirittura.
E poi la hall di ingresso, che pare piuttosto una galleria degna di un albergo a 5 stelle, dove anche qui, se voglio mi incontro con qualcuno, scambio quattro chiacchiere e per i più giovani è anche un luogo di incontro sicuro e protetto che male non fa.
Un centro benessere quindi che diventa senza forzature un centro sociale, un luogo di scambio, un riferimento urbano d'eccellenza anche in una piccola città come Suzzara.
E poi l'ubicazione di tutto il complesso, con delle quinte di pioppi che traguardano le piscine scoperte e che ci ricordano sempre che siamo sulle rive del Po. E nonostante la modernità dell'architettura riconosco anche un genius loci con dei portici accennati e mi viene in mente ancora una volta Guareschi, Peppone e Don Camillo. Il rapporto campagna - città, il dentro e il fuori, il benessere fisico e quello mentale.
Come tutte le cose che hanno un senso, questo progetto parte sì da una reale esigenza della popolazione, ma anche e soprattutto da una da una ottima collaborazione tra Amministrazione e Concessionario di lunga e provata esperienza. Una sintonia che ha portato ad una gestione dell'intero (e lungo) iter procedurale che un Project Finance comporta, secondo uno stile anglosassone, ovvero ad un approccio basato sulla praticità e ragionevolezza delle soluzioni ai problemi via via incontrati.
Dagli atti dei documenti (facilmente reperibili presso l'amministrazione) ne viene fuori non solo un corretto iter, ma soprattutto una chiara distinzione dei ruoli, a volte anche dura, tra le esigenze della pubblica amministrazione di difendere e valorizzare sino in fondo il (poco) denaro pubblico a contributo per l'intera opera ed il ruolo attivo, imprenditorialmente corretto del soggetto privato.
Il tutto condito (ma qui il condimento è l'anima del progetto) da un approccio gestionale lungimirante e professionale (ultradecennale e documentato del promotore).
Ecco allora che se uno guarda i progetti, la realizzazione, gli impianti tecnici, la logica distributiva degli spazi e dei volumi, i materiali impiegati e tanto altro ancora, si accorge che nulla è superfluo o lasciato al caso o solo alla fantasia dell'architetto. Qui l'architetto ha espresso la sua creatività ma sulla base di guidelines di indirizzo con una attenzione puntuale ai costi di gestione ed alla fruibilità dell'intero complesso.
Insomma, nel rispetto dei ruoli ci sembra di vedere una valorizzazione prima ed una difesa del progetto poi, di entrambi gli attori contro ogni tentativo molte volte casuale di snaturare ruolo, obiettivi e funzioni del centro benessere. Tanti gli aneddoti che abbiamo raccolto sugli ostacoli bizzarri che il progetto ha incontrato: sia di natura politica, che amministrativa che burocratica. Ostacoli superati però con il buon senso e l'uso corretto delle leggi che governano le opere pubbliche.
Questa è come si dice una success story. E anche se le banche non sono intervenute direttamente nel progetto (vista la dimensione ed il valore relativamente basso dell'opera), va dato atto che l'Amministrazione Comunale e Wellness Group (il Concessionario) insieme ai suoi progettisti, impresa di costruzione e impiantisti sono stati in grado di dare sempre continuità ed innovazione tangibile al Centro Benessere.
Il valore di tutto il complesso è di circa 5 Milioni di euro, (di cui circa 1,5 M.euro di contribuzione pubblica) per un totale di 2000 mq di piscine, 900 mq di palestre e servizi, 600 mq di attività commerciali e tanti altri mq. per superfici destinate ad attrezzature tecniche, uffici di servizio, attività direzionali, gallerie, passaggi e percorsi.
La gestione ha la durata di 30 anni, gli occupati sono 20.
Un ultimo particolare importante: il promotore ha svolto una indagine di mercato avvalendosi delle più sofisticate metodologie di ricerca, che unite all'esperienza di Wellness Group e analisi di tipo rango/dimensione hanno fortemente supportato il business plan e quindi il piano economico finanziario.