Project Financing Osservatorio nazionale



Il centro benessere di Suzzara. Un PF in art. 37


Il punto di vista dei protagonisti

 

D.ssa Anna Bonini

Sindaco di Suzzara

 

Ero presente all'inaugurazione del centro polifunzionale. Io ho stimato più di mille persone alle 10 di mattina di un giorno feriale. Come mai tanta partecipazione?

La partecipazione dei suzzaresi all'inaugurazione della piscina estiva è stata veramente straordinaria e ci ha emozionato tantissimo; ci aspettavamo una buona affluenza ma non così tanta. L'attesa dei nostri cittadini era molto alta perché di piscine a Suzzara si parlava da almeno venti anni. La curiosità e la soddisfazione di avere un impianto così bello ha favorito la presenza.

 

Se dovesse descrivere in poche righe la filosofia del centro che avete appena inaugurato?

Si tratta di un centro benessere moderno e attrezzato che appena si completerà con le piscine coperte, la palestra e i servizi commerciali, potrà offrire tante attività per la salute e per il tempo libero: la sua potenzialità deriva dalla sua accessibilità e dalla professionalità degli operatori che seguiranno i corsi e le iniziative.

 

L'amministrazione Comunale ha deciso di avviare l'opera secondo le regole del Project Finance in art 37. Tutta l'amministrazione era d'accordo?

Abbiamo scelto la modalità del project finance, dopo un attento esame delle ipotesi alternative e quindi con grande consapevolezza anche dei rischi di insuccesso; in questo progetto, come in altri esempi di innovazione concretamente praticati a Suzzara, è importante la determinazione verso il risultato finale e su questo l'Amministrazione si è dimostrata molto unita.

 

Quali erano le motivazioni di quelli che non erano d'accordo?

Tra gli scettici, ricordo, le posizioni di coloro che rifiutavano la possibilità di accordo con i privati per la gestione dell'impianto: si sosteneva che la piscina dovesse essere gestita da associazioni locali, con oneri a carico del Comune; questa soluzione avrebbe comportato un enorme carico finanziario sul Bilancio, senza avere garanzia di professionalità nella gestione.

 

Indubbiamente avviare un Project Finance è molto difficoltoso, soprattutto sul piano culturale. Come giudica l'atteggiamento prima e l'operato poi, dei suoi collaboratori in municipio.

Si le difficoltà ci sono state ed altre dovremo affrontarle nel corso dei 30 anni di durata del contratto di concessione: questo non ha impedito di centrare un obiettivo molto importante. Il merito va sicuramente ai dirigenti e funzionari della struttura amministrativa e tecnica del Comune, che hanno adottato il giusto approccio costruttivo davanti ad una procedura complessa e per la quale si trattava anche di assumere decisioni non sorrette da una forte esperienza pregressa nel campo del PF.

 

Quali i momenti più difficili?

Alcune fasi sono state veramente delicate, ma con pazienza e forte motivazione da parte di tutti i partners dell'operazione, sono state superate. Tra le prime difficoltà l'attesa per l'asseverazione del progetto da parte dell'istituto bancario, poi la fase di gara con il confronto delle proposte presentate, consapevoli degli investimenti cui le imprese andavano incontro (5 milioni di euro); infine il controllo e le contabilizzazioni delle opere in cantiere, per assicurare coerenza con il progetto iniziale e congruità del contributo finanziario dell'Amministrazione.

 

Qualche aiuto da organismi nazionali, regionali o provinciali che normalmente si occupano di Finanza di Progetto?

Abbiamo partecipato a qualche seminario di illustrazione delle modalità di project finance in fase preliminare; poi in assenza di esperienze mutuabili, siamo ricorsi con un quesito all'autorità centrale per il lavori pubblici.

 

Tra le tante, mi è stato riferito di qualche difficoltà con il CONI. Ce ne può parlare?

Più che altro con il delegato locale del Coni, che ha eccepito sulle dimensioni della piscina e sulla profondità; vi erano differenti interpretazioni sull'utilizzo di un impianto come questo, che, per noi, deve principalmente assolvere al tempo libero, prima dell'agonismo.

 

Che rapporto tra le politiche strategiche della municipalità e i temi della qualità dei servizi a Suzzara?

La scelta del project finance per la piscina è parte integrante di una visione che privilegia progetti di grande portata, di cui Suzzara ha bisogno per affermare il suo standard di qualità, che si concretizzano attraverso la collaborazione pubblico-privato. Abbiamo altri esempi importanti come i Piani Integrati di intervento su centro storico e recupero del vecchio ospedale o la costituzione della Fondazione per la gestione del nuovo Ospedale.

 

Altre iniziative in vista con il Project Finance?

Siamo stati impegnati con queste iniziative per diverso tempo e al momento non abbiamo altre ipotesi di project finance: ma siamo disponibili a fornire consigli utili per altri Comuni che volessero intraprendere questa esperienza.  

 

 

Wellness Group

Questa intervista era stata concordata con Giuliano Bocchi, Presidente della Wellness Group. Purtroppo è scomparso in un grave incidente stradale prima che potesse rispondere. Giuliano Bocchi è stato uno dei pionieri del Project Finance applicato agli impianti sportivi, natatori e di Wellness. Imprenditore curioso delle novità e con una passata esperienza anche di amministratore di un Ente Locale, aveva in sé gli elementi che sono alla base del successo del Project Finance: onestà, sincerità, chiarezza degli obbiettivi, disponibilità alla gestione controllata del rischio. In pochi anni ha portato Wellness Group fra i primi quattro- cinque gestori di impianti natatori, sportivi  e di wellness in Italia. Fortunatamente ha sempre condiviso il suo sapere e il suo modo di intendere la partecipazione del capitale privato al finanziamento, costruzione e gestione di opere di interesse pubblico anche ai suoi soci.  Rita Gambetta  sua socia e collaboratrice attenta ne ha raccolto l'eredità e qui  risponde alle nostre domande.

 

CEO Rita Gambetta

Wellness Group

 

Da quanto tempo siete attivi nel settore?

La società è stata fondata nel settembre del 1999. A gennaio 2001 abbiamo ottenuto la prima concessione per la piscina Pergolesi dal Comune di Modena.

 

E da quando avete iniziato a concorrere ai bandi pubblici con le tecniche del Project Finance?

Già verso la fine del  fine 2000 abbiamo partecipato alla gara del Comune di Modena per la piscina che prevedeva la ristrutturazione dell'impianto, la proposta di gestione ed eventuali migliorie con l'aggiunta una offerta di canone al Comune.

 

Ora quanti impianti di wellness avete in gestione?

Funzionanti tre oltre a quella nel Comune di San Felice nella Provincia di Modena che è stata inaugurata a fine novembre 2005 e poi altre  due che si prevede siano completate e funzionati nei prossimi due anni.

 

Chi sono i vs partner abituali?

Imprese di costruzione, imprese di impiantistica e studi di progettazione (architetti)

 

Il costruttore lo scegliete voi?

Si, compatibilmente con le realtà locali del territorio.

 

D. Le banche non sono mai intervenute  con capitali di rischio o come investitori nei vs progetti?

No, abbiamo sempre finanziato parte dell'importo totale con mutui ipotecari.

 

Si può fare a meno delle banche in un PF di importi inferiori a 5-10 Ml ?

Come investitori sì, nel senso che ne abbiamo fatto a meno poiché queste non erano disponibili. Altra cosa l'accendere mutui ipotecari.

 

Nel caso decidiate di concorrere ad un bando in art. 37 quali sono gli elementi chiave che vi convincono  a partecipare?

La collocazione sul territorio (ovvero l'analisi di mercato), il tipo di impianto richiesto (che la piscina non sia intesa solo come "una scatola da scarpe") e la volontà forte e decisa dell'amministrazione e/o ente.

 

Quali sono i fattori di successo nel finanziamento, costruzione e gestione di un impianto ? Ed in particolare a Suzzara quali sono stati?

La possibilità di svolgere la ns. attività e di conseguenza un ritorno economico in un arco di tempo ampio. Per Suzzara si è costruito un impianto notevole a livello di impegno ed investimento. Ci ha convinti la  volontà dell'amministrazione anche di inserire l'impianto all'interno di un comparto che facesse parte integrante della località e del nuovo sviluppo urbanistico e quindi un vero centro benessere che non fosse identificabile con la sola piscina estiva od  invernale ma un luogo dove poter svolgere diverse funzioni.

 

Ci sono degli elementi di difficoltà ricorrenti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione?

Normalmente preferiamo avere di fronte amministrazioni molto motivate. Da qui  il nostro compito di presentare delle ipotesi di fattibilità  più orientate  alla multifunzionalità che alla singola prestazione. In questo contesto la grandissima esperienza ed abilità di Giuliano Bocchi,  ha sempre portato le amministrazioni a capire ed accogliere il nuovo, cambiare le idee iniziali prevalentemente poco orientate al benessere. La partnership pubblico/privata incomincia solo ora ad essere praticata, senza dirigismi da una parte e con molta flessibilità dall'altra. L'importante sono gli obbiettivi: pochi e chiari e soprattutto la soddisfazione del cittadino che va inteso sempre come un cliente che deve essere soddisfatto.

 

In Italia esiste a vs. parere un mercato significativo nella gestione di impianti natatori e di wellness?

La realtà  italiana, a parte alcune catene in franchising, presenti nelle grandi città che gestiscono palestre con all'interno piscine,  è ancora un mercato inesplorato. Nelle città e centri minori  esistono ancora molte  società costruite appositamente per gestire il singolo impianto quando addirittura non c'è la società sportiva del luogo che lavora con il solo aiuto del volontariato. Ma si tratta di impianti ancora costruiti e gestiti con la logica del nuoto sportivo, con poco o addirittura niente spazio ad attività integrate di wellness o ancora meglio integrate al quartiere anche attraverso funzioni commerciali, di asili nido, piccoli supermercati, bar o ristoranti. Molto diversi dall'impianto del Comune di Suzzara. Quindi sì, esiste un mercato potenziale molto interessante, ma è necessario che la PA si evolva verso il Project Finance.

 

È vero che stanno arrivando sul mercato  italiano società di gestione  straniere di impianti natatori?

Effettivamente c'è l'interesse di grandi catene estere ( inglesi, americane e francesi) ma sembra che per il momento siano ancora bloccate dalle innumerevoli pastoie burocratiche esistenti nel nostro paese.

 

Nella vs esperienza, le associazioni no profit che specialmente nell'area emiliano e lombarda sono molto attive, trovano spazi di collaborazione in un PF?

Di solito in un PF si richiedono, come nel resto delle gare d'appalto, requisiti che le società no profit  non possono produrre. Quindi  ci si può  avvalere delle cooperative create all'interno  delle polisportive ( e nel nord Italia sono tante) per la gestione delle attività in acqua. Questo tipo di collaborazione  esalta l'associazionismo locale. A noi il compito della gestione complessiva che richiede capitali, esperienza, tecnicalità non indifferenti ed una forte imprenditorialità.  Wellness Group  si accolla ovviamente anche i rischi, ma non potrebbe essere altrimenti. Le nuove frontiere del benessere, della socialità e del tempo libero in generale, sono a tutti gli effetti delle attività imprenditoriali che ovviamente comprendono anche rischi. D'altra parte L'Ente Locale non può scaricare i rischi sul suo bilancio né tanto meno sulle società no profit.

 

I criteri progettuali ai quali vi ispirate?

Funzionalità, fruibilità  e soddisfazione da parte dell'utente. Con un occhio attentissimo alla miglior gestione possibile.



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